Sergio Carfizzi, direttore del Fondo Pensione Nazionale BCC, fa il punto sui risultati ottenuti e le principali caratteristiche dei nuovi comparti d’investimento del Fondo.

Quanti sono oggi gli iscritti al Fondo Pensione delle BCC e quanto l’ammontare della contribuzione?

Il numero degli iscritti al Fondo pensione nel corso degli ultimi undici anni è aumentato significativamente dai 27.278 iscritti al 31 dicembre 2008 ai 31.540 registrati al 31 dicembre 2019. anche l’ammontare della contribuzione è cresciuto. Nel corso del 2019, infatti, la contribuzione complessiva pervenuta al Fondo è stata di oltre 179 milioni di euro

Il direttore del Fondo Pensione Nazionale, Sergio Carfizzi, fa il punto sui risultati ottenuti e le principali caratteristiche dei nuovi comparti d’investimento
Il direttore del Fondo Pensione Nazionale, Sergio Carfizzi

Direttore, dal 2019 il Fondo Pensione ha messo a punto e adottato un innovativo sistema gestionale “life cycle” denominato “Percorso Previdenziale”. Perché nasce questo nuovo progetto, a chi si rivolge e come funziona?

Dal primo agosto 2019 il Fondo ha rinnovato la propria strategia offrendo agli iscritti il “percorso previdenziale”. Quest’ultimo ha introdotto un meccanismo “life cycle” che consiste in una allocazione automatica della posizione individuale di ciascun iscritto verso la linea di investimento più consona (in termini di profilo di rischio/rendimento) in base all’età anagrafica. Con l’avanzare dell’età dell’iscritto e quindi con l’avvicinarsi del momento del pensionamento, la posizione individuale verrà progressivamente spostata, tramite degli switch automatici, verso le linee più prudenziali nell’ottica di adeguare costantemente il profilo di rischio all’età anagrafica dell’iscritto.

Il passaggio fra le varie linee di investimento, in ogni caso, non avverrà mai – allorquando a regime – in maniera repentina, ma sarà effettuato tramite un meccanismo di “smoothing” che prevede degli “switch” progressivi che porteranno gradualmente la posizione individuale da un comparto ad un altro.

Il “percorso previdenziale” non è obbligatorio. Ciascun iscritto può ogni mese decidere (ma una volta l’anno) se scegliere il “percorso previdenziale” oppure se continuare ad effettuare autonomamente la scelta tra i vari comparti. Questa opzione non è irreversibile. In ogni momento l’iscritto potrà decidere se entrare o uscire da tale percorso. soltanto nel caso in cui, in fase di adesione, non venga comunicata alcuna scelta, il lavoratore verrà inserito automaticamente nel percorso previdenziale, dal quale comunque potrà uscire in qualsiasi momento.

Può illustrarci le principali caratteristiche dei nuovi comparti d’investimento: semina, crescita e raccolta? e del comparto dedicato al conferimento del Tfr?

Il comparto “raccolta” (ex orizzonte 10) attivo dal maggio 2008, si propone attualmente come una possibilità d’investimento rivolta agli iscritti sostanzialmente avversi al rischio e che privilegiano investimenti volti a favor ire la stabilità dei rendimenti e la conservazione del capitale. la linea finanziaria “crescita” (ex orizzonte 20), nata nel maggio 2009, è attualmente una linea rivolta agli iscritti che ricercano investimenti volti a favorire la continuità dei rendimenti nei singoli esercizi e che accettano una moderata esposizione al rischio.

Il comparto “semina” (ex orizzonte 30), anch’esso avviato nello stesso periodo, è pensato per gli iscritti che privilegiano rendimenti più elevati nel lungo periodo e con una maggiore propensione al rischio con possibile discontinuità dei risultati nei singoli esercizi. I tre comparti finanziari so o valorizzati in quote e vengono gestiti tramite investimenti diretti in Fondi oicr (organismi di investimento  collettivo del risparmio) e Fia (Fondi di investimento alternativi) e tramite mandati di gestione affidati ad asset manager internazionali attraverso la stipula di convenzioni gestorie.

Inoltre, i comparti sono caratterizzati da differenti profili di rischio/rendimento ottenuti tramite l’adozione di differenti strategie in termini di asset allocation strategica. Le risorse, invece, relative al comparto “Tfr tacito” (che accoglie esclusivamente i conferimenti del Tfr tacito degli aderenti al Fondo e non potrà essere optato dagli aderenti non taciti come comparto di investimento) vengono gestite mediante polizza di ramo i in forma collettiva con singole posizioni a vita intera. di conseguenza, tale comparto non è contabilizzato in quote ed il relativo rendimento viene certificato una volta l’anno con la fine dell’anno solare.

Quali iniziative di investimento il Fondo ha messo in campo in tema di venture capital, favorendo anche occupazione e sviluppo locale?

Il Fondo ha realizzato già dal 2009 investimenti “ad hoc” nel “private equity”, “private debt” e nel “venture capital”, particolari segmenti dei cosiddetti “investimenti decorrelati” ovvero “alternativi” ai mercati tradizionali. tali investimenti, analiticamente selezionati ed effettuati nel pieno rispetto dei limiti imposti dalla normativa vigente, vengono “spalmati” pro quota sui tre comparti finanziari in ragione delle percentuali previste dall’asset allocation strategica per la classe Beni reali/attivo non correlato. si tratta di investimenti, per quanto ovvio, di ridotta “size”, ma che stanno a testimoniare l’impegno del Fondo nell’economia reale, con particolare riguardo a quelle aziende “pmi” e “start up” innovative che rappresentano il futuro volano economico del nostro paese.

Un esempio di grande successo è l’operazione di acquisto nella società “La Piadineria” fatta dal Fondo tramite la partecipazione nel fondo di Private Equity “idea taste of italy”. la società, acquisita inizialmente con un fatturato di 19 milioni di euro e 240 dipendenti, attualmente si è fortemente sviluppata, raggiungendo oltre 80 milioni di euro di fatturato e oltre mille dipendenti.

Così il Fondo pensione BCC può affermare di essere a sostegno di società come “la piadineria” e a più di 630 Pmi e start up nazionali ed internazionali, ponendo una forte attenzione ai criteri di sostenibilità Esg che devono essere adeguati nei rispettivi processi produttivi e di governance.